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Schneider Electric: la difficile “arte” della rappresentanza

  • 24
    2022
    Ott
    9:15 am
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Dal 1989 lavoro in Schneider Electric, presso la sua sede commerciale di Milano come tecnico commerciale; mi occupo di definire soluzioni tecnico economiche nel campo della fornitura di quadri elettrici di bassa e media tensione e di gestione di realizzazione quadri elettrici.
È un lavoro tecnico e creativo che può partire da un foglio vuoto per arrivare alla realizzazione concreta e funzionale, che richiede competenze professionali e inventiva, mai uguale, e capacità di confronto con le persone; questo mi ha aiutato anche nello sviluppare la capacità di dialogo con i lavoratori in quanto predispone alla ricerca di soluzioni soddisfacenti.


Iscritto da subito alla FIOM, sindacalizzato da sempre , tranne un periodo di due anni in cui ho lavorato presso un artigiano, ho aderito alla prima rappresentanza sindacale costituita nel 1995 all’atto dello scorporo della rete commerciale dalle attività produttive, fino ad allora agivo come “delegato ombra”.
Ho partecipato per alcuni anni al direttivo della FIOM Brianza, quando la mia realtà lavorativa aveva sede ad Agrate Brianza e attualmente partecipo alla vita della Fiom MILANO come componente del direttivo allargato e revisore dei conti.
Soprattutto nei primi anni non è mai stato facile individuare le persone da coinvolgere nella rappresentanza sindacale, vuoi per un “naturale disinteresse” degli impiegati, vuoi, anche e soprattutto per la “diaspora sul territorio”, essendo la realtà commerciale presente da Torino a Catania.
Ricordo ancora che alla prima votazione per la creazione della RSU avevamo più posti che candidati e che l’attività andò in ultrattività per due anni perché non si trovavano nuovi colleghi interessati a fare il percorso sindacale.
Sin da subito la RSU è stato un monocolore FIOM, i primi delegati , tranne me, avevano fatto questo percorso in altre società e hanno portato la loro passione e cultura sindacale.
Nei miei primi anni di attività, forte di questa presenza qualificata mi sono occupato sopratutto del ruolo di RLS.
Siamo inseriti in un coordinamento sindacale ampio, contenente la logistica, la nostra rete commerciale e tre stabilimenti (Stezzano, Casavatore, Conselve) a cui con l’ultimo contratto integrativo si sono aggiunte altre due realtà del gruppo con stabilimenti a Guanzate e Belluno (Eurotherm – Eliwell).
Le relazioni sindacali costituite negli anni hanno consentito e consentono di presentare, a cura del coordinamento, la piattaforma integrativa di secondo livello, nella quale convertono prima le discussioni e le esigenze delle varie anime commerciali e produttive e le diverse posizioni sindacali, in quanto presenti anche altre realtà confederali.
Nell’ultimo decennio siamo stati molto coinvolti in percorsi di armonizzazione in quanto Schneider ha il piacevole “vizio” di acquisire aziende del settore oltre a riprendere aziende precedentemente scorporate e provenienti da altri settori contrattuali, quali il commercio.
La difficoltà maggiore è il coniugare e allineare diverse arti e mestieri presenti in azienda con i percorsi professionali che, nostro malgrado, non siamo ancora riusciti a comporre in un puntuale mansionario collegato a un altrettanto puntuale inquadramento.
Pur avendo fatto grandi passi avanti nelle armonizzazioni; nel riconoscimento di condizioni migliorative, allineando verso l’alto gli inquadramenti; nel regolamento del lavoro agile che fosse il più universale possibile, mi sono e ci siamo resi conto che questo impegno non è riconosciuto dai lavoratori.
Mai come ora si vive in un momento di egoismo imperante dove “io” prevarica sempre più sul “noi” e dove il sindacato è visto come un alieno, quasi come un fastidio dai nuovi assunti.
È una sfida intensa e difficile dalla quale non ci si può chiamare fuori perché io penso sia nel DNA del sindacato dialogare e produrre solidarietà e concretezza nel rispetto delle opinioni di tutti, con un percorso democratico che faccia sentire partecipi le lavoratrici e i lavoratori che rappresentiamo e ai quali dobbiamo chiedere il sostegno alle iniziative e alle rivendicazioni contrattuali e regolamentali.
Questo è anche figlio di una situazione aziendale non particolarmente conflittuale, un’azienda solida e senza problemi di mercato, alla quale va riconosciuto: impegno negli investimenti, solidità economica senza indebitamenti, attenzione alla sicurezza e ultimamente anche una forte attenzione al riequilibrio della presenza femminile in azienda e conciliazione vita-lavoro.
La mancanza di conflittualità, ottenuta anche con la capacità relazionale della rappresentanza e del coordinamento, aggiunta ai piani di assunzione volti al ringiovanimento e ingegnerizzazione dell’azienda genera un messaggio forse tranquillizzante che non stimola l’ascolto dell’attività sindacale da parte dei nuovi assunti, che difficilmente aderiscono al sindacato, se non dopo anni.
A questo si aggiunge la sfida di rispondere e sostenere le esigenze delle varie anime lavorative presenti nella realtà commerciale, che prevede figure quali: amministrativo, tecnico, tecnico commerciale, venditore interno, venditore esterno, promotore tecnico, assistente tecnico, manutentore, specialista tecnico delle varie attività e soluzioni, promozione telefonica, assistenza telefonica, coordinatore delle attività e delle funzioni…
Mettere insieme queste situazioni e mediarle ulteriormente nel coordinamento sindacale ove convivono sensibilità diverse e le problematiche sono soprattutto manifatturiere è difficile e pur essendo preponderante la presenza FIOM, le difficoltà ci sono anche con i compagni di categoria. Non per nulla, fino a un passato piuttosto recente, è capitato che all’interno del coordinamento sindacale non si condividessero le medesime scelte e si decidesse di non aderire ad un accordo.
Questo problema è stato risolto finalmente con l’ultimo contratto integrativo che entrerà in vigore tra poco, ma la discussione interna non è stata né breve né facile, a causa della granitica opposizione interna, anche in casa FIOM. Alla fine però anche la diversità di contenuti ha sortito una soluzione condivisa e applicabile in tutte le realtà.
Ognuna con le proprie specificità, funzioni e problematiche per le quali si è moderatamente soddisfatti di aver fornito soluzioni e soprattutto di aver percepito interesse e sostegno da parte della RSU, anche nel percorso di coordinamento sindacale e stesura delle proposte in piattaforma. Sono e siamo anche consapevoli che vi sia ampio spazio di miglioramento nei percorsi lavorativi e nelle relazioni sindacali, in particolare per migliorare la qualità lavorativa dei manutentori aziendali e garantendo un effettivo diritto alla disconnessione, osteggiando non tanto le posizioni aziendali quanto, le stucchevoli iniziative dei responsabili che agiscono fuori da un ambito puntuale di relazione tra le parti.
Ritengo sia da migliorare la qualità della composizione della RSU, lavorando sulla capacità partecipativa, penalizzata anche dalla “diaspora” della diffusione sul territorio delle varie realtà commerciali di cui faccio parte ed è l’impegno che ho preso in questo che è l’ultimo mandato da delegato della mia vita lavorativa, cercando di trasferire anche quel poco di arte appresa in questi anni.

La scheda

Schneider Electric è un azienda elettromeccanica, proprietà di una multinazionale francese, nata nel 1984 dal fallimento e acquisizione della storica azienda italiana Magrini Galileo.
La società è produttrice, anche sul territorio nazionale, e fornitrice di prodotti elettromeccanici, elettronici, programmi informatici, soluzioni e servizi nell’ambito della distribuzione dell’energia in media e bassa tensione.
In origine il perimetro produttivo contemplava anche la produzione delle apparecchiature alta tensione, ceduta nel lontano 1996 ad altro costruttore.
La società è presente sul territorio con 12 sedi commerciali e, nell’ambito del coordinamento, con 5 unità produttive e un centro logistico.
Recentemente ha ceduto a un fornitore uno stabilimento produttivo, mantenendo un controllo indiretto per almeno cinque anni.
Ad oggi risulta solidamente presente sul mercato, ha ampia solvibilità e una sorprendente capacità di investimento in nuovi prodotti e tecnologie, anticipando spesso di anni la concorrenza.
A livello mondiale investe nell’acquisizione di società volte a un completamento della sua filosofia di offerta.
È dotata di un codice etico e mantiene relazioni sindacali cordialmente conflittuali.