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Orgoglio Innse

  • 22
    2022
    Set
    1:38 pm
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Io lavoro alla INNSE!
È con un misto di orgoglio e di disappunto che oggi lo affermo. Orgoglio per l’appartenenza a una realtà nata da un’idea d’impresa capace di conciliare interesse del Capitale ed emancipazione della Forza Lavoro. Disappunto perché il mondo del lavoro oggi è perlopiù lontano da quell’idea. Non va meglio per questo. Anche qui quell’idea sembra lentamente dissolversi, lasciando spazio alla tendenza a precarizzare il lavoro attraverso azioni divisive che allontanano i lavoratori gli uni dagli altri, ma strenuamente tentiamo di difendere i suoi emblemi.

Il più importante si chiama FIAMLI (Fondo Interno di Assistenza Mutualistica per i Lavoratori di Innse) e ne parlo perché le migliori idee hanno bisogno di azioni ed è il modo migliore per spiegarle agli altri. È un fondo integrativo del Servizio sanitario nazionale che per sua natura ha un valore intrinseco di gran lunga superiore a Metasalute, seppur di portata più ridotta. Nato nel 1948 su iniziativa di Ferdinando Innocenti (INNSE è la costola per la meccanica pesante originata nel gruppo omonimo e separatasi negli anni ’70) con l’idea che l’attenzione alla salute dei suoi operai e delle loro famiglie potesse tradursi in uno stimolo a fornire prestazioni eccellenti in segno di riconoscenza; evito di ragionare in termini di magnanimità e buon cuore, seppur non escludibili. In ogni caso è molto di più: con la condizione di una compartecipazione in minima percentuale dei lavoratori stessi al sostentamento del Fondo, tramite formale iscrizione e trattenuta in busta paga, attiva un meccanismo di solidarietà tra compagni di lavoro, facendoli sentire parte di una grande famiglia. Il risultato? L’eccellenza, frutto di quella riconoscenza che porta abnegazione: INNSE è un nome che ancora oggi riecheggia nell’ambiente degli impianti metalmeccanici e siderurgici in virtù di una storia quasi centenaria di successi con prodotti di straordinaria qualità. Non è bastato far sparire quel nome dalla società che ne ha raccolto l’eredità per conto di un gruppo internazionale tedesco, SMS Group, per cancellarne la memoria di chi ha beneficiato delle sue prestazioni. Non più di un anno fa sono stato in trasferta presso lo stabilimento di un cliente in Belgio e in portineria mi sono presentato come appartenente a SMS Group sede italiana e mi sono sentito rispondere dall’addetto alla ricezione: ”Ah, INNSE, right?”, giusto. La crisi economica partita nel 2008, che ha tolto linfa a società come la nostra, ha fornito il pretesto per pensare che qualcosa fosse sbagliato in quella lontana idea, che ha dato invece ragione a quella guardia di ribadirne l’enorme valore. Così, per razionalizzare i costi dei servizi condivisibili, la casa madre ha deciso di fonderci con la sede di Tarcento (Udine), dando in mano a quella dirigenza la gestione di un patrimonio umano, industriale e storico che forse non ha ben compreso. Sono persuaso che sia così perché da quel momento è partito un acceso confronto tra Direzione e RSU della sede lombarda, che da subito ha cercato di mettere in guardia sul rischio di inceppare un ingranaggio efficientissimo ma estremamente delicato, perché costituito da professionalità eccellenti, frutto di anni di militanza, di relazioni di mutua fiducia e riconoscenza reciproca, derivanti dalla storia descritta. La mia metafora ripetuta all’ossessione era che non si svendono i pezzi di una Ferrari perché non c’è benzina, ma la si cura fino all’apertura del distributore per mantenerla efficiente sul terreno della competizione con le avversarie fino a tempi migliori per tutti. Occorre precisare che è evidente la natura estremamente complessa degli impianti di cui deteniamo il know-how a Milano, che esige un’alta percentuale di tecnici di esperienza, difficili da reperire sul mercato del lavoro. A partire da un combattutissimo confronto per l’armonizzazione delle procedure delle due sedi, fortemente orientato al ribasso verso un allineamento alle regole friulane, col pretesto del taglio dei costi, ha preso il via a Milano un processo di esasperazione delle maestranze e la progressiva fuga di professionalità strategiche verso la concorrenza, che ormai definiamo una vera emorragia destabilizzante. Già, perché oggi che la benzina per la Ferrari ci sarebbe, a gareggiare abbiamo forse una Panda ed è spiacevole constatare quanta ragione avevamo. A complicare il clima delle relazioni c’è una diversa modalità di gestione del confronto da parte della RSU friulana, nostra alter ego. È vero che rileviamo in quell’area geografica una storia sindacale ben diversa da quella lombarda, milanese in particolare, per cui gli imprenditori e i manager mancano di una reale controparte collettiva per scarsissima adesione ai tesseramenti che, quando ci sono, tendono a percorrere canali esterni, rinunciando alla delega per la trattenuta in busta paga, spesso per timore di ritorsioni. Così, anche i nostri vertici sono poco inclini a un contraddittorio in cui si mettano in discussione certi modi di pensare e agire nei confronti dei lavoratori, spesso trascurando le regole contrattuali, come se le deroghe, ovviamente a vantaggio dell’impresa, possano essere una pratica legittima. Per comprendere la fatica nel ruolo di delegato a Milano, occorre sapere che i tre componenti RSU qui rappresentano attualmente i meno di 100 lavoratori di questa sede, con una trentina di tesserati, tutti FIOM, mentre a Tarcento l’organico conta quasi 400 lavoratori, tesserati FIOM meno delle dita di una mano, chissà gli altri. È un po’ sentirsi gli spartani di Leonida alle Termopili, sperando in un epilogo migliore.

La scheda

Lo stabilimento di San Donato Milanese è una delle sedi italiane fuse in un’unica società nel 2018 e ha origine dalla storica INNSE, acquisita dalla multinazionale Gruppo SMS con casa madre in Germania tra la fine degli anni ’90 e i primi 2000.INNSE è la nuova società con 2000 dipendenti, ceduta al gruppo IRI nel 1973 dopo la fusione con la Santeustacchio di Brescia del ramo di azienda specializzato nella progettazione e fornitura di impianti siderurgici e di meccanica pesante della nota Innocenti di via Rubattino a Milano, fondata nel 1933 e nota per la realizzazione di prodotti automotive, come la Mini e lo scooter Lambretta.Giungendo con la privatizzazione alla cessione di INNSE alla multinazionale tedesca, l’organico ha subito una riduzione progressiva fino a contare circa 300 dipendenti.
Nel 1999 SMS cede a Camozzi il ramo d’azienda identificato nell’officina e divide per sempre la produzione con i suoi tanti operai e pochi impiegati dalla progettazione, costituita da soli impiegati. Quest’ultima nei primi anni 2000 viene trasferita nel nuovo edificio realizzato appositamente nel comune di San Donato Milanese col nome di SMS Demag INNSE SpA, contando un organico di circa 170 dipendenti.
Successivamente, con la fuoriuscita di Demag dal gruppo SMS l’azienda prende la nuova denominazione di SMS INNSE SpA stabilizzando l’organico a 130 unità.
Col 2018 e la fusione di tutte le sedi italiane e la messa in atto della condivisione dei servizi, l’organico avrebbe dovuto attestarsi intorno a 120 lavoratori, ma a causa di una fuga imprevista e massiva di risorse, legata al peggioramento delle condizioni lavorative e l’incertezza sul futuro, ad oggi conta 100 dipendenti scarsi, nonostante la recente decisa ripresa del mercato, delle prospettive di carico di lavoro e la forsennata ma ardua ricerca di integrazione delle posizioni perse.
SMS Group SpA sede di San Donato M.se (INNSE) è Specializzata nella progettazione e fornitura di impianti per la produzione di prodotti piani (lamiere e nastri), principalmente da laminazione a freddo, linee di processo per nastri (zincatura e decapaggio), laminatoi per tubi senza saldatura, per tondi pieni, e macchine provatubi. Inoltre si progettano impianti di trattamento acque per acciaierie ed è attivo un reparto Service di assistenza a clienti intenzionati ad interventi di miglioramento e revisione dei propri impianti esistenti.
Il target di produzione per le linee di prodotto della sede lombarda è di circa 100 milioni di euro annui.
I tre membri della RSU sono tutti iscritti a FIOM, così come i 28 lavoratori aderenti al Sindacato.