Forza Lavoro Body Wrapper

Errico tifa Milan

  • 22
    2022
    Set
    10:23 am
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L’università non girava oliata, per così dire d’allora, uno schifo totale. Avevo appuntamento con i ragazzi della sirti in piazzale Loreto una mattina di Maggio duemila dodici. Strano, mi dissi. Ci incontravamo al solito angolo di Porta Venezia, ci ero anche affezionato perché ad ogni sciopero, che fosse dei metalmeccanici, generale o solo di categoria erano lì, sette e quarantacinque.

“Altrimenti ti perdi il caffè pagato dall’uomo immagine!” dicevano.

Mi affacciavo al mondo del lavoro in tutti i sensi, lasciata scienze politiche, tentavo di seguire la mia strada da giornalista in erba con cadenza zoppa. Qualche lavoro nei bar, qualche articolo per la gazzetta del naviglio e via andare, come tutti. Scrivevo di scioperi senza comprenderne appieno le dinamiche, stavo per così dire a ruota e tracciavo l’asfalto.

Li conobbi, “queì de la Sirti”, in particolare Geronimo, per sbaglio circa nel duemilasei; stavo nel gruppo per caso. Una mattina in quel famoso angolo mi chiese gentilmente se fossi anche io un lavoratore sirti; risposi che facevo l’apprendista giornalista e stavo cercando un angolo tranquillo dove poter prendere appunti sul taccuino per un articolo sullo sciopero in corso. Mi disse allora che in tanti anni di delegato sindacale ormai erano sempre solo quella decina di colleghi a trovarsi all’angolo e far sciopero; non demordeva però.

Sirti era un’azienda che veniva da anni di tagli al personale, lui ne aveva visti dodicimila, poi dieci e via via fino a quattromila. Poi negli anni comunque, seguendo il peloton, mi avvicinai a quel mondo delle telecomunicazioni e lo vidi impegnarsi coi denti e col sudore per un accordo, per una buona parola di conforto per i colleghi in difficoltà. Nonostante non fossi che un piccolo giornalista Geronimo mi aveva preso in simpatia e ci teneva ad informarmi sugli sviluppi sindacali permettendomi anche di partecipare alle loro riunioni.

Vidi Geronimo addirittura, conoscendo ormai l’indole dei colleghi, trascinarli letteralmente in sciopero durante una riunione sindacale. Il settore delle telecomunicazioni sembrava volgesse al termine; nella zona est milanese erano migliaia i dipendenti del settore, per questo la redazione mi faceva seguire direttamente tutti i movimenti e gli scatti come a tappare la fuga di altri giornalisti. I lavoratori della Siemens di Cassina erano in sciopero ed il nostro Geronimo, durante la riunione sindacale, dichiarò anch’esso sciopero a loro sostegno ed andammo come una squadra pro-tour a partecipare al blocco della via padana. Forse c’era già

il Braga di radiopop che scriveva di siemens e da lì a poco per loro sarebbe finita, a proposito il libro km101 è una chicca da leggere.

Anyway, come volevasi dimostrare, quel giorno del Maggio duemiladodici, dato che lo sciopero era solo della Sirti, perché avevano avviato la procedura di licenziamento collettivo; anche la metropolitana che dalle zone di Gessate mi avrebbe portato in Loreto, per un qualche motivo ignoto ai più, era in sciopero o con l’ennesimo guasto.

Ma non potevo perdere quel caffè, era un rito ormai. Nel Maggio del duemila dodici, mi dissi, vale la pena rispolverare la mia bianchi verde acqua. Diciotto chilometri di panico, il contachilometri funzionava ancora, guardavo la media oraria che scendeva come scendevano le marce. Da giovane la usavo spesso, mi piaceva la salita. Ansimavo come la motoscopa dietro una cronometro a squadre, ma alla fine della salita, ragazzi, mi sedevo in fianco ai fenomeni rasati mangiatori di barrette a tradimento e taaaac, sfoderavo la mia marlboro per godere appieno della vista.

Incredibilmente, arrivai in ritardo, Geronimo erà lì, occhi lucidi e sguardo spento.

Inizialmente non capii. Poi mi guardai attorno, erano anni ormai che li seguivo e ci saranno state almeno mille persone, dagli impiegati agli operai, anche qualche dirigente mi dicevano gli insiders.

Ero contento per lui, ma non ebbi il coraggio di dirgli nulla. Pensavo che forse la sua commozione era dovuta al fatto di aver guidato per anni la delegazione sindacale ed in qualche modo il vedere per una volta tutti quei colleghi a dare supporto reciprocamente alla sua voce era un bel traguardo.

Non era per quello.

Come al solito, mi aspettava, mi mise una mano sulla spalla e vidi nettamente una lacrima scendere dietro gli occhiali. Con una scusa cercai di sviare il momento da bravo deficiente, e gli dissi: “ Uè Geronimo ma come siete messi alla sirti, è il vostro sciopero o mi hai preso per il culo? Quello lì con la bandiera rossonera cosa ci fa qua? Non è che c’è una partita ehh? Dai, non sei contento? Finalmente dopo tutti questi anni da soli in porta Venezia, questo è merito tuo bravo!

Prima di darmi una sberla delle sue, mi rispose solamente: “Vedi Bruno quello lì con la bandiera del Milan come la chiami tu, si chiama Errico, lui partecipa a tutti gli scioperi è un vecchio amico. Se continuerai a seguire le manifestazioni sarà sempre lì a ricordarci gli anni del sindacalismo unitario”

Dopo quello sciopero, i licenziamenti furono scongiurati con mediazione e fatiche da parte di tutti.

Diversi scioperi ancora ci furono ma nessuno come quello del maggio duemiladodici. Da allora ad ogni manifestazione, che ancora oggi guardo dalla melevisione olografica data l’età che non mi permette più di camminare cerco sempre quella fuga solitaria, un Errico fra tutti a ricordarmi il mio amico Geronimo.

“Grazie Bruno, è un messaggio di affetto che ci manda, è importante per i nostri studenti conoscere come hanno iniziato i “volti noti” del giornalismo, per questo come università di scienza politiche di Milano Le conferiamo la laurea honoris causa in scienze politiche oggi, Maggio 2045”

Se permettete ragazzi, volevo solo darvi una visione di come ho iniziato a fare del giornalismo un mestiere, non c’è un’accademia o altro, io ho seguito il gruppo e piano piano ho trovato la strada, dei buoni amici. Ho imparato a seguire i segnali, anche se all’inizio mi sembravano delle bandierine, prendendo dei cazziatoni dai più esperti. Ma si va’, l’importante è pedalare e andare.

La scheda

Sirti S.p.A. è una azienda specializzata nella progettazione, realizzazione e manutenzione di grandi reti di telecomunicazione.
Fondata nel 1921, opera nei settori delle telecomunicazioni, dell’energia e delle soluzioni digitali per le aziende. Sirti è un attore di successo anche a livello internazionale in Europa e in Medio Oriente.
Il Gruppo Sirti svolge attività di ricerca e sviluppo presso le proprie sedi di Milano e Roma, inoltre partecipa a progetti di ricerca in ambito europeo in collaborazione con alcuni dei principali operatori di telecomunicazioni, università, centri di ricerca e società manifatturiere.
Il mondo è in continua trasformazione, l’ICT è sempre più pervasivo e le connessioni ad alta velocità rappresentano uno dei più importanti driver per lo sviluppo. In questo contesto Sirti è l’azienda italiana che coniuga alla esperienza di quasi un secolo nella progettazione, realizzazione e manutenzione delle infrastrutture di rete, solide competenze nella realizzazione di Managed Services, Progetti Speciali di System Integration e Smart Solutions.
La vasta esperienza maturata, il know-how e le competenze nella gestione di grandi progetti rendono Sirti un partner strategico in grado di supportare il cliente pubblico o privato nella scelta delle migliori soluzioni tecnologiche e architetturali, nella progettazione e realizzazione di infrastrutture fino alla gestione in logica “end to end” di intere parti della catena del valore.
3800 dipendenti, 2500 risorse sul territorio, 40 sedi in tutta Italia.