Forza Lavoro Body Wrapper

A come ASSUNZIONE

  • 19
    2022
    Ott
    1:32 pm
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Era una bellissima giornata di primavera quel maggio del 2006, neanche il terribile traffico di Tirana riusciva a scalfire il mio entusiasmo, dopo anni di duro impegno stavo per discutere la tesi che mi avrebbe laureata in chimica applicata, ma a darmi ancora più entusiasmo e trepidazione era il biglietto che avevo già in tasca per l’Italia.

Mia cugina mi avrebbe ospitato nel suo appartamento nella periferia della grande Milano e il mio sogno di dare una svolta alla mia vita avrebbe preso corpo. Ne ero sicura, tutti mi dicevano che i miei studi avrebbero trovato uno sbocco in una qualche industria dell’Italia che tutte le pubblicità televisive mi raccontavano essere il paese migliore del mondo.

Ed eccomi qui dopo 12 anni e miriadi di lavori e lavoretti, sfruttata e tante volte umiliata, disillusa ma sempre cercando di mantenere la mia dignità, proprio quando pensavo di avere trovato una assunzione fissa in una industria apparentemente solida e con prospettive, convocata in ufficio a colloquio con un dirigente che non avevo mai avuto il piacere di conoscere in precedenza che mi comunicava che per “problemi gestionali” non potevano confermarmi a tempo indeterminato anche perché “troppo qualificata” per quella mansione da semplice operaia.

Ancora “non confermata” dopo 36 mesi di tanti contratti a termine prorogati in quella azienda, senza un giorno di assenza, un minuto di ritardo, avendo acquisito esperienza e professionalità, con il pieno rispetto e stima delle mie colleghe, mi trovavo da un giorno all’altro scaricata come un oggetto ormai inutile.

Quello che però è successo dopo la notizia della mia non conferma è stato bellissimo, qualcosa che non avrei mai immaginato: le mie colleghe e i miei colleghi a partire dai compagni della RSU si sono mobilitati per me.

Non so se mi spiego, io che avevo sempre tenuto una certa distanza da loro perché i vari capetti mi dicevano che se avessi mostrato troppa confidenza con il sindacato la mia sorte sarebbe stata segnata; io che non avevo mai partecipato ad assemblee e scioperi sempre per lo stesso timore, adesso ero il primo punto dell’ordine del giorno di quella riunione sindacale che, me lo ricorderò per tutta la vita, recitava così:

continua in “D come DIRITTI”